
Un viaggio in 190 località italiane, tra chiese, palazzi, musei, biblioteche, ville e giardini. Di solito inaccessibili. E con l'iniziativa Mecenati con un euro si contribuisce alla difesa del patrimonio nazionale
L’appuntamento è per sabato 25 e domenica 26 marzo. Nel primo weekend di primavera il Fai (Fondo per l’Ambiente Italiano) apre le porte di 410 siti storici e artistici, tra palazzi, chiese, castelli, musei, giardini, biblioteche, di solito inaccessibili al grande pubblico. Il patrimonio artistico e naturale italiano è infatti così ricco e diffuso che spesso rimane segreto. Con la Giornata di primavera, giunta alla quattordicesima edizione, il nostro Paese si trasforma in un immenso teatro all’aperto, con centinaia di palcoscenici sparsi in tutte le regioni: sono 190 le località coinvolte, dalle grandi città ai centri più piccoli, dal nord alle isole. Una grande festa popolare insomma, che dalla sua prima edizione a oggi ha coinvolto più di tre milioni e mezzo di visitatori. Quest’anno poi il pubblico da spettatore diventa protagonista, o addirittura mecenate. Con l’iniziativa Mecenate con un euro si può contribuire alla difesa e al recupero del patrimonio nazionale. Anche se le visite sono gratuite, con una piccola offerta si dà una mano al Fai per salvare un monumento, difendere un sito o concorrere al restauro di un bene a rischio. È il caso della Cripta del peccato originale a Matera, aperta dopo 40 anni di restauro. Un aiuto importante arriva anche dai 6.000 volontari che accolgono i visitatori, a cui si aggiungono 8000 “apprendisti Ciceroni”, giovani studenti che illustrano gli aspetti storico-artistici dei monumenti. In più, per andare alla scoperta dei luoghi meno noti della penisola, vengono proposti 17 escursioni in collaborazione con il Cai, dalla Valtiberina al Monte di Portofino, dalla Via Francigena alla Salaria, e 26 biciclettate organizzate dalla Federazione Italiana Amici delle Biciclette, nei centri dell’Emilia Romagna, nelle città lombarde, nei capoluoghi del Veneto e in Sicilia.
LE BELLEZZE NASCOSTE
Un happening che coinvolge tutta l’Italia: borghi, contrade, piccole frazioni, comuni e città d’arte. Aprono i battenti palazzi, chiese, monumenti, musei e persino edifici industriali, alcuni dei quali fanno da sfondo alla vita di tutti i giorni, ma di cui si ignorano le ricchezze nascoste. È il caso a Roma di Palazzo Giustiniani, una delle sedi del Senato della Repubblica, realizzato alla fine del Cinquecento; dell’ex Palazzo di Giustizia, detto il Palazzaccio per le dimensioni e le decorazioni spropositate; e del Ministero delle Finanze, voluto dal ministro Quintino Sella alla fine del XIX secolo. Mentre a Milano c’è la possibilità di entrare in storiche dimore dell’aristocrazia, come Palazzo Clerici e Palazzo Dugnani, entrambe affrescati dal Tiepolo. Sempre nel capoluogo lombardo, meritano una visita i Laboratori Scala Ansaldo, nell’ex insediamento industriale delle acciaierie, dove vengono realizzate le scenografie e i costumi del più celebre teatro lirico del mondo; e lo Showroom di Versace, ospitato nell’ex palazzo Rizzoli di via Gesù. Tra le architetture industriali ci sono poi i cantieri navali Azimut-Benetti di Livorno e le Saline di Comacchio, in provincia di Ferrara, un grande stabilimento rimasto attivo dai primi dell’Ottocento al 1984. Importanti scoperte anche per quanto riguarda musei e biblioteche: il Museo Bardini di Firenze, inaugurato per l’occasione, e le sedi museali delle Contrade di Siena, dove sono conservati i palii conquistati nelle passate edizioni, molti dei quali veri capolavori di artisti quali Renato Guttuso, Mimmo Paladino, Fernando Botero, Jim Dine. Ma la vera novità sono le biblioteche storiche, con un percorso nella provincia di Cesena alla scoperta di preziosissime raccolte come quella Malatestiana, iscritta nella Memoria del mondo dell’Unesco per l’unicità dei testi conservati (5000 manoscritti e 650 mappe antiche), quella musicale Corelli, con i suoi 6000 documenti tra spartiti e partiture, o la biblioteca Comandini, che raccoglie 13 mila volumi e cimeli del Risorgimento. Gli appassionati di storia, inoltre, hanno la possibilità di visitare luoghi ricchi di memorie. Come i cinquecenteschi Forte Gonzaga e Forte San Salvatore, voluti da Carlo V per la difesa di Messina, o il Castello Mediceo di Melegnano (Milano), che ospitò Federico Barbarossa. O ancora Villa Cambiaso a Savona, che annovera tra gli ospiti illustri Napoleone Bonaparte e il pontefice Pio VII. Sempre il Liguria si possono assaporare le delizie della villeggiatura in ville e giardini, buen retiro nel passato di famiglie e uomini illustri, dalla cinquecentesca Villa Honesto Otio a Ventimiglia fino alla Casa di Carlo Levi, ritrovo di artisti e intellettuali nel Novecento. Oltre ai singoli monumenti la Giornata di primavera propone degli itinerari tematici: il più affascinante è senza dubbio quello di Ragusa Ibla, una passeggiata barocca tra gli androni dei palazzi settecenteschi, ricostruiti dopo il grande terremoto del 1693, o quello nelle aree archeologiche della Brescia romana. E per finire, una curiosità: il “pellegrinaggio” a La Roverella, una quercia di 500 anni, alta 30 metri e con un diametro di 7 metri, a Frosinone.

